10 suggerimenti per scrivere il dialogo perfetto

Scrivere i dialoghi vi distrugge? Non sapete mai se siete sulla strada giusta o del tutto fuori rotta? Allora questi suggerimenti sono perfetti per voi! Vediamo insieme come rendere al meglio i dialoghi in una storia!


Salve a tutti e bentrovati! Oggi ho deciso di dedicarmi a un interessante articolo, volto a parlare dei dialoghi e di come si possa sempre renderli migliori!

Come tutti sapete, i dialoghi sono parte integrante in ogni storia. Sono la voce dei personaggi, insieme alle azioni sono ciò che permette a un lettore di conoscerli e appassionarsi, ma soprattutto sono quello che più fa dannare alcuni autori.

Ad alcuni vengono più spontanei, ad altri invece no, ma non c’è nulla di male in questo! Come ogni aspetto della scrittura, se ci sentiamo deboli possiamo sempre approfondire con lo studio e migliorare con la pratica! E se anche siamo già bravi, qualche spunto in più non guasta mai!


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Vediamo quindi i dieci suggerimenti che ho estrapolato per voi dalle mie ricerche per dare una marcia in più ai dialoghi nelle nostre storie!


1- Troppo realismo fa male

Ebbene sì. La scrittura è certo uno specchio della vita reale, ma in certi casi appoggiarsi troppo alla realtà non va bene. Quando la gente parla, nella vita di tutti i giorni, usa tantissime inflessioni che in un romanzo non hanno posto.

A meno che non vogliate descrivere una scena particolare, in cui volete dare l’idea di confusione, di un personaggio molto esitante o di una situazione particolare, ecco cosa dovete evitare:

  • Frasi lasciate a metà.
  • Personaggi che parlano uno sopra l’altro.
  • “Uh”; “Eh” e via discorrendo.
  • Saltare da un argomento all’altro senza correlazioni.
  • Ripetere in continuazione il nome dell’interlocutore (“Dico bene, Carl?”; “Tu che ne pensi, Carl?”; “E invece tu, Carl?” Se il protagonista sta parlando solo con Carl, sono ripetizioni inutili!)

Può sembrare strano, soprattutto se la vostra scrittura è molto improntata sul realismo, ma fidatevi: di rado certe cose hanno posto in una storia.

2- Dialogo = Conflitto

Se due personaggi devono parlare tra loro, deve esserci un motivo. Anche la cosa più banale, per esempio una coppia che sceglie cosa mangiare per cena, può diventare un dialogo interessante che ci permette di conoscere meglio i personaggi, ma solo se troviamo il modo di renderla tale.

C’è una differenza abissale se alla domanda: “Tesoro, va bene la bistecca per cena?” la risposta è “Bistecca? Di nuovo?” invece che “Va benissimo, tesoro!”. Una risposta conflittuale risveglia sempre l’attenzione del lettore.

3- Il dialogo deve fornire informazioni

Se un dialogo non ci svela nulla di nuovo, allora è inutile. Non dico che non debbano assolutamente esistere dialoghi semplici, brevi botta e risposta che non servono del tutto, ma un dialogo di più battute che non ci svela nulla di nuovo, anche che sia solo il gusto di gelato preferito dal personaggio, non ha motivo di stare nella vostra storia. Quindi mano alle forbici virtuali e tagliate!

4- La caratterizzazione dei personaggi

Cosa ci permette di conoscere i personaggi di una storia? Quello che fanno e quello che dicono. In certi casi, quello che gli altri dicono di loro. Viene da sé che il dialogo sia una parte fondamentale soprattutto per il personaggio che ne fa uso!

Se volete che il lettore comprenda il vostro personaggio a fondo dovete metterlo nella condizione di farlo, quindi il dialogo con altri personaggi ha una funzione importantissima! Avete ben chiaro chi è il vostro personaggio e come parla, anche a seconda di chi si trova davanti? Spero che la risposta sia sì, altrimenti non ci sarà modo di farlo capire a chi legge!

5- Smuovere la trama

Il dialogo deve mandare avanti la trama. Certo, ci possono stare dei brevi botta e risposta che non hanno uno scopo, se non che suonano bene, ma se un dialogo è più lungo di tre battute allora deve avere uno scopo. Può non essere chiaro da subito, può servire come foreshadowing, può acquisire senso solo con un’eventuale rilettura, ma deve servire la trama, su questo non si discute!

Da questo punto di vista, come per molti altri, una bella lettura in chiave di studio di Harry Potter aiuta sempre. Se ci fate caso, la Rowling non fa mai dire ai suoi personaggi qualcosa di inutile, ma spesso ce ne rendiamo conto solo alla fine!

6- Una voce distintiva

Nella vita reale, tutti noi abbiamo una voce diversa da chiunque altro. C’è chi usa più spesso di altri determinate parole, chi conclude la frase sempre nello stesso modo, chi gesticola, chi alza e abbassa molto la voce, chi invece ha un tono piatto e non lo cambia mai. Chi parla in dialetto, chi commette sempre lo stesso errore, chi invece non ne sbaglia mai una.

I vostri personaggi sono la stessa cosa. Chi di loro sbaglia i congiuntivi? Chi di loro si mangia le parole? Chi di tanto in tanto si lascia scappare una parola in dialetto senza neanche accorgersene?

Alcuni dicono che se un libro è scritto bene si capisce chi sta parlando anche senza il bisogno che l’autore ce lo dica con i proverbiali “disse Caio” o “spiegò Sempronio”. Fate in modo che anche i vostri personaggi abbiano la loro voce distintiva e la storia potrà solo che beneficiarne!

7- Non si parla stando fermi

Ok, ci possono essere casi in cui si parla stando immobili, ma sono pochi e rari. Inframezzare il dialogo descrivendo cosa fanno i personaggi è sempre la scelta migliore. La scena acquista profondità, inoltre possiamo unire il linguaggio corporeo al parlato o, ancora meglio, spingere avanti la storia a gesti mentre la si spinge avanti a parole!

Se poi i vostri personaggi hanno dei gesti o delle espressioni caratteristiche, inserirli aiuterà il lettore a conoscerli meglio!

8- Less is more

Come in ogni ambito della scrittura, bisogna togliere. Togliere ovunque si può. Ridurre tutto all’osso. Anche i dialoghi non fanno differenza.

Per farvi un esempio, se: “Ciao Fred, come stai? Non ci vediamo da tanto, cominciavo a temere che ti fossi trasferito in un’altra città!” diventa: “Fred! Come va? Non ci vediamo da molto, hai traslocato?” risparmiate una manciata di parole ma il concetto è lo stesso.

Come sopra, tagliate. Tagliate e ancora tagliate.

9- Rileggere ad alta voce

Come suona il dialogo? Fila bene? Risulta credibile? Il modo migliore per scoprirlo è rileggerlo ad alta voce. Ancora meglio se avete qualcyìuno a cui potete chiedere di leggere le battute di un personaggio mentre voi leggete quelle dell’altro! Così vi accorgerete subito se il discorso fila male e potrete correggerlo!

10- Formattazione e punteggiatura

Ho lasciato il tasto dolente per ultimo. Visto che brava?

Partiamo dal presupposto di base: la punteggiatura nei dialoghi non ha molte regole fisse. Spesso e volentieri, a parte alcuni canoni comunemente accettati, ogni editore adotta le sue regole e potete trovare facilmente on-line una lista di come ogni casa editrice formatta i suoi dialoghi. Ci sono però errori che restano sempre errori.

  • Usare << e >> al posto di « e », se volete usare le caporali fatelo bene, altrimenti usate le virgolette alte o i trattini!

Oltre a questo, uno dei pochissimi assoluti che troverete nella scrittura, le regole della punteggiatura nei dialoghi sono una giungla.

Come fare a non sbagliare, allora? Semplice. Scegliete una versione e restate sempre fedeli a quella. Io, per esempio, uso le caporali per il discorso diretto, il trattino alto per le parentetiche, la punteggiatura sempre all’interno delle caporali e dopo le caporali sempre il minuscolo. Troverete case editrici che fanno così, ne troverete altre che a volte mettono la maiuscola, altre che mettono la punteggiatura fuori dalle caporali, che usano solo i trattini e così via. Scegliete la versione che più vi piace e siate coerenti, così il vostro testo apparirà ordinato e ben curato. Se poi una casa editrice che usa delle regole diverse vorrà pubblicarvi, sarà compito loro modificare il testo!


Con questo decimo punto siamo giunti alla fine di questo nuovo articolo!

Come sempre vi ringrazio per la lettura e vi invito a contattarmi se avete domande, dubbi o incertezze! Potete lasciare un commento qui o su Facebook, oppure mandarmi una mail dall’indirizzo che trovate sui contatti, e vi risponderò il prima possibile!

Vi do appuntamento alla prossima settimana, da Fros è tutto, a voi la linea studio!

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